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Oggi ho una graditissima ospite. Ho conosciuto Barbara solo pochi giorni fa, scoprendo che gestiva un attivissimo blog che per anni ha avuto base a Ostuni, dove Barbara ha vissuto, trasferendosi per amore. Abbiamo così deciso di creare una sorta di gemellaggio tra i nostri blog, per sfatare tanti luoghi comuni, purtroppo decisamente fondati, di aspra concorrenza tra blogger, e perchè abbiamo pensato di poter avere qualcosa, se interessante o utile lo deciderete voi, da dire ai rispettivi lettori. Oggi lei è mia ospite e io parlo di un b&b, che ormai conoscete, nella sezione “Ostuni” sul suo blog: . Vi lascio al bellissimo post che Barbara ha scritto per me:

Pietra d’autore

Duttilità e resistenza unitamente alla sua diffusione, affiorano infatti naturalmente dal terreno, sono le qualità che nel corso dei secoli hanno reso la pietra leccese una pietra nobile, per il largo utilizzo architettonico ed ornamentale nell’area salentina. Il colore conferisce eleganza, a questa pietra compatta, che con facilità vira da tonalità bianche a quelle più ambrate. Capitelli, rosoni e pinnacoli di tanti palazzi e chiese di epoca barocca sono il segno distintivo a livello internazionale della città di Lecce e provincia, così come tanti gli artisti contemporanei locali e non che ne restano tutt’ora affascinati realizzando complementi d’arredo e continuandone il loro utilizzo in chiave più moderna.

Gli oggetti che vi voglio mostrare sono alcuni di quelli prodotti dai designers per la collezione Pimar, che uniscono lo stile minimalista ad un tocco di grande unicità. Un progetto diretto nella sua parte creativa da Lorenzo Longo e Alessio Romano di , leccese il primo e catanese il secondo, i quali hanno saputo intrecciare i colori, i profumi e i contrasti delle loro terre d’origine con il design. In Rivellino, lampada che è al tempo stesso anche tavolino, hanno reinterpretato i bastioni delle cinte murarie delle città di Otranto e Gallipoli, un mix tra la pietra leccese con un piano laccato ed il paralume in giunco intrecciato.

Prima conosci il respiro della pietra, poi la puoi ascoltare; così lo scultore nel suo laboratorio di Cavallino, a pochi chilometri da Lecce, definisce e modella a mano, aiutato da utensili da lui fabbricati, i blocchi di pietra che sotto le sue dita prendono forma e anima. Le sue creazioni, dai profili morbidi ed essenziali, sono state apprezzate anche nella moda, Armani le ha inserite nella collezione Armani Casa di qualche anno fa. Le Due Casette realizzate dall’architetto e designer hanno linee semplici e proprio nella loro forma, casette fermalibri o carte, richiamano il lavoro della costruzione e del lavoro della pietra. Cambiano i tempi storici e con questi le forme e gli oggetti realizzati, ciò che resta immutata è la passione e l’amore per l’arte che rimane scolpita nella pietra leccese.

Crediti fotografici:

De- Signum Studio Lab –

Renzo Buttazzo –

Luca Scachetti –

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